Dal PD Nazionale Pag.09 - Partito Democratico di Busto Garolfo

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"Senza il lavoro non c'è Italia"
Le proposte del PD sul lavoro al sito: http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/95545/lavoro

Bersani al presidio dei lavoratori ex Eutelia: "Stiamo con chi non ce la fa. Dal governo parole, dal PD proposte per il lavoro"
Parlando del dibattito, nato su proposta del PD, Bersani aveva detto ai lavoratori di Eutelia: "Oggi il governo arriverà con le parole non con i provvedimenti ma finalmente dopo molti mesi siamo riusciti ad ottenere una discussione sulla situazione reale del paese. Noi cercheremo di portare i riflettori sulla situazione reale a partire dal problema del lavoro con le nostre proposte sui redditi, gli ammortizzatori sociali e con proposte per dare lavoro".
E' andata proprio così.
Tra le bandiere rosse della Fiom e della Cgil ed i vessilli dei metalmeccanici Cisl e Uil, microfono alla mano, Bersani ha criticato duramente il governo per una politica industriale "demenziale" che per il 2010 sul 2009 ha previsto "nove miliardi in meno di investimenti pubblici in piena recessione. E' un'assurdità - dice - a cui bisogna rimediare".
Bersani punta il dito sulla prospettiva con cui l'esecutivo ha affrontato la crisi economica: "Loro prestano orecchio a quelli che ce la fanno, noi a quelli che non ce la fanno o rischiano di non farcela, perché è con la gente al fronte oggi che mangeremo domani, visto che senza lavoro, imprese e consumi non c'è Italia. Chi è oggi al caldo non può dare futuro al Paese". E i lunghi striscioni dei lavoratori e del sindacato annunciano che "il tempo è scaduto". Ai 2000 lavoratori dell'Eutelia Bersani spiega che la prima cosa da fare è separare
"l'impresa dalla proprietà attuale che è assolutamente improponibile". Poi rientra a Montecitorio per tenere l'intervento che accompagna la presentazione della mozione di cui è primo firmatario.
Le ossessioni di Berlusconi bloccano l'Italia. Lo fanno quelle televisive quanto quelle giudiziarie per il segretario del PD, che denuncia "un governo troppo preso da queste vicende per poter affrontare le emergenze del Paese a partire da quella del lavoro e dalla crisi. Il problema non siamo noi, che vogliamo essere il partito della legalità e non dei giudici - ha detto Bersani - ma il fatto che siamo sempre intorno ai problemi del premier e alle sue ossessioni giudiziarie e televisive". Da qui l’ironico appello al premier a usare il telefono diversamente: "Se una trasmissione non le piace cambi canale e telefoni ai problemi del Paese! A chi sta bene - ha detto Bersani in aula riferendosi allo scudo fiscale e alle misure fin qui adottate dall’esecutivo - il bel tempo lo garantite, a chi sta nei guai il bel tempo lo promettete". Insomma, invece dell’immobilismo di governo servirebbero azioni forti: "Discutiamo subito di fisco più equo - ha incalzato Bersani - non tra tre anni. Non ci dite che non si può far nulla per equilibrio di bilancio, noi di bilanci ce ne intendiamo.
Articolo preso dal sito http://www.partitodemocratico.it


NOTIZIA DEL 29Gennaio2010

"Con la Fiat il governo deve avere la forza di dirgli di stare lì, a Termini Imerese”. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani parla della situazione dei lavoratori della Fiat il cui stabilimento sta per essere chiuso ospite di Michele Santoro ed attacca la linea tenuta dal governo: "Al tavolo al ministero voglio credere che al primo punto ci sia una soluzione. Anche gli incentivi andrebbero fatti con cognizione, come hanno fatto in Francia o in Spagna. Da noi invece sono stati dati incentivi anche abbondanti, la gente ha comprato fino al 31 dicembre poi il primo gennaio c'è stato un crollo del 40%”. Servirebbe una soluzione europea: “Discutiamo con Fiat, applichiamo i modelli francesi e spagnoli, che sono lineari; non si può fare tutti i giorni su e giù, annunciando che si tolgono e poi che si rimettono. Spero che il governo dica a Fiat di restare a Termini Imerese fino a quando non si è trovata una soluzione, devono avere la forza di impedire la chiusura dello stabilimento Fiat di Termini Imerese. Togliere l'industria a quel pezzo di Italia, vuol dire dare una botta al mezzogiorno".

Da mesi c’è un problema che i media non trattano e che è al centro di un emendamentopresentato dal Pd che vede Bersani come primo firmatario che serve ad aiutare i lavoratori che non prendono lo stipendio da aziende che però non sono fallite e quindi non possono avere la cassa
integrazione. "Ci sono 10.000 persone che lavorano ma che non ricevono lo stipendio da sei mesi, e stanno in una ditta in cui i proprietari si sono fatti nebbia, che non è fallita, e quindi loro non sono disoccupati e non ricevono la cassa integrazione. Martedì alla Camera c'è il decreto mille proroghe, e noi abbiamo presentato un emendamento con cui lo Stato anticipa i soldi ai lavoratori per
pagare gli stipendi arretrati. Se vogliono io tolgo la mia firma e il ministro ci mette la sua, però lo approvino, mica li possiamo lasciare senza mangiare per un altro anno – ha aggiunto Bersani dopo la messa in onda di un servizio sulla situazione dei lavoratori di una ditta che gestisce dei call center, la Phonomedia - stanno in una ditta in cui i proprietari si sono fatti nebbia, che non è fallita, e quindi loro non sono disoccupati e non ricevono la cassa integrazione. Questa cosa non è da paese civile!".
Quindi il segretario del Pd è tornato a chiedere che il Parlamento si occupi dell'emergenza lavoro e occupazione: "È una vergogna che l'Italia sia l'unica ad avere un'agenda politica che non si occupa di lavoro, imprese, fisco, in tutti i paesi lo fanno, noi invece discutiamo processo breve. Io non sono catastrofista, sono ottimista ha concluso -, ma non dicano che i problemi sono alle nostre spalle".

NOTIZIA DEL 22Gennaio2010

Da Berlusconi tante promesse e tasse più alte. Al contrario delle promesse elettorali e dei proclami gridati dall’alto di questo o quel palco, le tasse in Italia non sono affatto scese e Berlusconi lo sa. Il segretario del PD, Pier Luigi Bersani non perde occasione di ricordarglielo: “Le tasse sono cresciute. Berlusconi ha sempre promesso di abbassare le tasse. Vorrei informarlo che l'ultima rilevazione dice che quest'anno avremo il record di giornate lavorate per il fisco che arriverà al 23 giugno. Berlusconi ci ha portato a questo record e poi racconta che non ha alzato le tasse, ma le tasse sono cresciute".
Intanto il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani da Reggio Emilia annuncia di essere pronto allo sciopero generale proprio per la questione fisco...
"La crescita e' zero e intanto l'inflazione sale. Cosi' non si esce dalla crisi". Con queste parole Pier Luigi Bersani ha riportato nel paese reale Silvio Berlusconi che solo poche ore prima aveva proclamato l’ennesima uscita dell’Italia dalla crisi economica. Parlando da Verona, il segretario del partito democratico ha definito l'Italia “l'unico paese dove non si parla piu' di temi e problemi economici. Si gioca con le carte truccate, perche' senza crescita e con l'inflazione che sale non si rilancia l'economia, anzi si ottiene l'effetto contrario. Un governo con il 'fisico' potrebbe prendere i soldi la' dove ci sono veramente per combattere la crisi, per poi restituirli come ha fatto il centrosinistra con l'eurotassa quando si e' trattato di entrare in zona euro". Al contrario del governo il PD ha sempre messo in campo proposte concrete e credibili per uscire dalla crisi, come quelle messe nero su bianco nella Controfinanziaria 2010, e come quella ribadita dallo stesso Bersani a Verona: lo sblocco del patto di stabilità "per quei Comuni in grado di cantierare opere e quindi generare ricchezza nell'arco di sei mesi".
Il PD sui problemi concreti. Ripetendo incredulo le parole del premier, il leader democratico si chiede: 'C'e' la crisi ma ne verremo fuori? Ma facendo che cosa se il governo non sta facendo nulla?". Il programma anticrisi del Pd punta tutto "sul lavoro, che e' il punto numero uno". Poi, per Bersani, bisogna aiutare "l'impresa che sta sperando di reagire" e ancora dare "soldi in tasca alle famiglie a reddito medio-basso, a cominciare da quelle numerose, per attivare un po' i consumi" Vorremmo occuparci di problemi molto concreti" conclude Bersani, riservando un ultimo attacco al ministro Luca Zaia: "nessuno sta dicendo che l'agricoltura italiana e' in una profondissima crisi".
"Il processo breve è una norma devastante. Dal PD ferma opposizione".Il Pd non fara' sconti sul processo breve e preannuncia battaglia per quando il provvedimento si discutera' alla Camera. "Fini ha detto una cosa evidente, che le norme sul processo breve arriveranno ora alla Camera. Noi coglieremo quella occasione per ribadire l'opposizione più ferma e più tenace al provvedimento che riteniamo devastante". Sull'eventuale spazio per modificare il provvedimento, Bersani passa la palla alla maggioranza, senza fare sconti: "Bisogna chiederlo alla destra se vuole ritirarlo. Io non lo so. Noi facciamo l'opposizione e combatteremo per cancellarlo".
Elezioni regionali. Sulle elezioni regionali Bersani sottolinea il ruolo dei democratici, "capaci di allargare il campo della coalizione avendo su 8 regioni 8 candidati del Pd, quindi il Pd non è in balia, sta facendo un'operazione complicata che vuol essere un avanzamento verso un percorso, cioe' quello nella prospettiva di un'alternativa, perche' gli italiani lasceranno Berlusconi quando avranno un'altra possibilità".

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