Dal PD Nazionale Pag.05 - Partito Democratico di Busto Garolfo

19/05/2019 Sono le ore:
Circolo Piero Gobetti
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Lavoro Italia, il PD incontra le parti sociali
Presentate le proposte su fisco, lavoro, patto di stabilità.

"Abbiamo presentato alle forze sociali le nostre proposte su fisco, lavoro, patto di stabilità e abbiamo espresso le nostre preoccupazioni sullo stato dell'economia, delle imprese e dell'occupazione. E abbiamo raccolto la stessa preoccupazione anche da parte delle forze sociali e una forte esigenza di governabilità e di governo". Così Pier Luigi Bersani, segretario del Pd al termine di un incontro con le parti sociali a cui hanno partecipato, tra gli altri, Emma Marcegaglia e i segretari di Cgil, Cisl e Uil.

"Viene fuori con grande acutezza – ha aggiunto il leader democratico - che in questo momento c'è un'assenza di governo e se la instabilità politica porta ad una fase elettorale avremo per mesi una situazione molto complicata".

Un chiaro segnale d’allarme che è stato condiviso da tutte le parti sociali: prima si esce da questa impasse-crisi politica e prima si potrà riavere un governo stabile capace di dare nuovi impulsi alle politiche industriali economiche e fiscali e far ripartire l’economia.

All'incontro dove il Pd ha esposto le proprie proposte per una riforma del fisco hanno partecipato la presidente di Confindustria, Emma marcegaglia, i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, il presidente di Rete imprese, Carlo Sangalli e quelle di Confcooperative Luigi Marini, oltre ai rappresentati di Abi, Anna Finocchiaro e Dario Franceschini, capigruppo Pd di Camera e Senato e il responsabile economico Pd Stefano Fassina.

Un governo di transizione è per il Pd la possibile soluzione per uscire dalla «palude» nella quale si è impantanato il governo. È il momento di un patto sociale basato su nuove norme sul lavoro, tutele per i lavoratori precari (“perché un’ora di lavoro precario non può costare meno di un’ora di lavoro stabile”), un salario minimo garantito per chi non è tutelato dal contratto nazionale e una legge sulla rappresentanza.

Il Pd si batterà nei prossimi giorni per il ripristino dello sgravio del 55% per gli investimenti destinati alla green economy. Un obiettivo condiviso anche dal neo segretario della Cgil, Susanna Camusso che ha commentato “c'è stato un giudizio comune sulla necessità che nella manovra ci siano strumenti per la crescita come l'eco bonus”. Per Raffaele Bonanni “la crisi purtroppo non è finita, anzi ci sono segnali preoccupanti. Si fa sentire la mancanza in Europa di un governo politico. La politica sia pronta a fare la sua parte con nuova legge elettorale e indichi una strada al Paese contro i populismi di destra e di sinistra». Angeletti ha posto l'accento sulla necessità di aver un governo capace di guidare l'Italia fino al 2013 “oppure è meglio andare a elezioni”. Per la Marcegaglia è necessario “fare presto per perché il Paese non può vivacchiare. L'appello è sempre lo stesso: occuparsi dei problemi dell'economia e dell'occupazione, trovare una soluzione che permetta a questo paese di essere veramente governato.

AUTORE: A.Dra Dal PD Nazionle.

Montagne di rifiuti e di bugie
Bindi: “Berlusconi insiste a raccontare un Governo che non c'è. Vive sulle nuvole, mentre i cittadini sono ormai a terra, con i piedi nell'acqua o sommersi dai rifiuti”.

Una storia di ordinaria follia. Quella di ieri è stata la giornata più surreale e significativa su come il governo pensa di risolvere il problema dei rifiuti a Napoli. Un escalation di mediocrità, approssimazione e falsità iniziate già all'apertura del Parlamento. Questa una sintesi cronologica.

La politica italiana si è svegliata con l'amara diagnosi fatta dagli ispettori della Ue sulle condizioni della spazzatura a Napoli. Un giudizio semplice e impietoso: la situazione è la stessa registrata due anni fa nel massimo dell'emergenza. Ma come? Ben 7 volte Berlusconi aveva dichiarato di aver fatto il miracolo e di aver risolto il problema dei rifiuti già nel primo Consiglio dei ministri che, per la gioia dei media, si era svolto a Napoli. Cosa è successo nel frattempo? Cosa è successo mentre Bertolaso si affrettava a nascondere la spazzatura sotto il tappeto?

Napoli è stata abbandonata. Napoli ha acquisito la nomea mondiale di sporcizia e di degrado. Insomma Napoli, grazie alla politica del ghe pensi mì è diventata una discarica di munnezz'. Complimenti.

L'allarme riproposto con forza nell'ultimo mese è stato affrontato dalla premiata ditta B&B (Berlusconi e Bertolaso) come una vicenda ordinaria: nessuna emergenza entro 10 giorni tutto ritornerà pulito. Così mentre il Pdl campano si prendeva a mazzate tra le diversi fronde di potere locale, il ministro Carfagna attaccava la Mussolini sulla gestione napoletana chiedendo l'intervento del coordinatore Denis Verdini e il sottosegretario Cosentino pontificava soluzioni dall'alto della sua lungimiranza politica. Ma tutti si potevano vantare di aver raggiunto un nuovo miracolo al termine del nono giorno quando Berlusconi decretava finita l'emergenza con l'accordo siglato con gli amministratori locali.

..."Purtroppo per il Paese, Berlusconi insiste a raccontare un Governo che non c'è. Vive sulle nuvole, mentre i cittadini sono ormai a terra, con i piedi nell'acqua o sommersi dai rifiuti, alle prese con una crisi economica che non sa o non vuole affrontare". Lo ha dichiarato Rosy Bindi, presidente del Pd, presente durante Ballarò. "Il decreto sui rifiuti - elenca l'ex ministro della famiglia - fino a ieri era un fantasma; quello sulla sicurezza va contro le normative Ue sulla circolazione dei cittadini comunitari e, con gli emendamenti Pdl, smonta le norme antimafia sugli appalti; la riforma fiscale è per ora solo un annuncio, e intanto con i tagli agli enti locali la pressione su famiglie e imprese negli ultimi due anni e mezzo è cresciuta; la legge di stabilità finanziaria si basa su previsioni sbagliate". "Berlusconi – ha concluso - non ha più la percezione di ciò che accade nel Paese e, sembra, nemmeno all'interno del suo partito che richiama, senza pudore, alla sobrietà dei comportamenti. Per questo prima va a casa, meglio sarà per gli italiani"

"Nessuno l'ha visto, nessuno ne conosce le linee generali. Insomma del decreto sui rifiuti tanto propagandato dal governo per risolvere definitivamente la grave emergenza in Campania se ne è persa traccia. Sembra di essere in piena commedia degli equivoci e invece siamo nel pieno di una crisi politica e di potere tutta all'interno del Pdl che si ripercuote senza ritegno e con ferocia sulla
cittadinanza campana esponendola ormai a rischio sanitario". Lo ha affermato Anna Finocchiaro, Presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama.
"La Campania – ha sottolineato la Presidente - sta vivendo dei momenti drammatici come hanno denunciato anche i commissari europei e il centrodestra continua a coprire con gli annunci di un decreto fantasma le violente contrapposizioni che dilaniano il Pdl campano".
"A tutto questo il Partito democratico risponde con azioni concrete, la presentazione di un disegno di legge che prevede disposizioni precise per superare l'emergenza rifiuti in Campania a partire dallo stop del commissariamento e riaffidando agli Enti locali le competenze previste dalle normali leggi. La maggioranza e il governo – ha concluso Anna Finocchiaro – dimostrino responsabilità istituzionale e discutano nel merito le proposte avanzate".

AUTORE: A.Dra Dal PD Nazionale

Paura di insicurezza : RIFLESSIONI E SOLUZIONI!
Il Pd ha presentato la ricerca nazionale “Vivere tra luci e ombre” sulla percezione di sicurezza, legalità e giustizia. Quasi la metà della popolazione si sente insicura. “C'è un grande divario tra dati reali e percezione di sicurezza e questo dovrebbe richiamare maggiore responsabilità per chi governa”.

Sebbene meno del 10% della popolazione ha subito un reato, esiste un alta percezione di insicurezza tra i cittadini italiani. Questo è uno dei dati salienti della ricerca “Vivere tra luci e ombre” condotta dal Pd sulla condizione di sicurezza in Italia. L'analisi è stata presentata da Emanuele Fiano in una conferenza a cui hanno preso parte tra gli altri Marco Minniti, ex viceministro della Giustizia, Andrea Orlando, presidente del forum Giustizia del Pd e il presidente della Camera Gianfranco Fini.

Questa, in sintesi, la ricerca presentata da Fiano, presidente del forum Sicurezza del Pd. A fronte di un “dato reale”, per cui solo un italiano su dieci (più donne che uomini) ha subito un reato – di qualsiasi grado di gravità – più del 40% dei cittadini vive una vita contaminata dalla costante insicurezza. Ciò significa, che la percezione diventa realtà vissuta, anche al di là dei dati oggettivi e nessun richiamo ad essi può migliorare la situazione.

Alla domanda su cosa sia, in fondo, la sicurezza è pressoché univoca la risposta che essa è “libertà”, cioè libertà di vivere secondo le proprie abitudini e convinzioni senza la paura di essere colpiti e/o aggrediti. Ecco, quindi, affacciarsi la possibilità dello smarrimento, prima culturale e poi psicologico, del valore del convivere con altri e trarre da questo vantaggio individuale con un conseguente innalzamento dei timori dati da una nuova solitudine, sociale e culturale. In pratica un circolo vizioso che porta dall’individualismo alla solitudine, dall’insofferenza al timore.

E’ la solitudine nel contesto sociale (con un conseguente emergere del timore dell’altro, inteso come sconosciuto, oggettivamente “pericoloso”), unita alla lontananza dal sistema della sicurezza e della giustizia, che risulta la principale causa dell’aumento dell’insicurezza: pressoché in eguali percentuali, alla testa dell’elenco troviamo i troppi extracomunitari (l’altro “oggettivo”), la mancanza di certezza della pena (il sistema bloccato che non garantisce giustizia alle vittime) e la scarsa tutela da parte delle forze dell’ordine (la sensazione di solitudine nel proprio territorio). Di particolare interesse, l’individuazione dell’aumento dei “giovani sbandati” come fattore di insicurezza, quasi a sottolineare una frattura del sistema di rapporti generazionali, dove prevale l’assenza di relazione e comunicazione e, quindi, l’aumento dell’incertezza e del timore. In pratica un “altro sconosciuto” questa volta di famiglia. (una delle principali situazioni “ansiogene”, soprattutto per le donne, è perdersi in una periferia ed imbattersi in un gruppo di giovani che fa schiamazzi!).

L’insofferenza e il timore verso cittadini non italiani, si accentua verso Rom e cittadini dell’Est Europa, precisamente Romeni, dove lampante emerge la stereotipizzazione dell’altro negativo, sia perché assunto da anni dai media, sia, crediamo, soprattutto per cittadini Romeni, perché facili da individuare come il nostro simile, non immediatamente distinguibile e quindi ancora più “pauroso”, perché a noi vicino.

Per risolvere queste negatività, gli Italiani indicano chiaramente 3 leve, senza incertezza: più forze di polizia, più qualità del territorio e della vita comunitaria (le famose città più illuminate) e la certezza di un sistema giudiziario che agisca ad ogni livello, (soprattutto microcriminalità) con efficienza e certezza della pena . Il “monopolio della sicurezza” è assolutamente riconosciuto allo Stato, senza nessuna apertura alla giustizia/sicurezza “fai da te”. In questo senso, molto interessante il perdurare di una fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine, pur a fronte di critiche sulla loro efficienza, vera o presunta.

In ultimo, non c’è propensione al farsi giustizia da soli, mentre, probabilmente a causa di un sistema di punizione e repressione, talvolta bloccato emerge una richiesta di pene esemplari , particolarmente per reati alla persona, soprattutto su minori, classica in una fase in cui non è percepita la totale efficienza dell’azione dello Stato.

Per Marco Minniti “c'è un grande divario tra i dati reali della sicurezza e la sua percezione. Questo dovrebbe richiamare una maggiore responsabilità da parte di governa.

“Per dare risposte all'insicurezza sarebbe doverosa maggiore prudenza, anche perché non si può vivere in una continua campagna elettorale. Il rapporto tra abitanti e forze dell'ordine è, tra virgolette, alto in Italia ma il problema è un altro: sono state tagliate le risorse economiche sul comparto. Gli effetti rischiano di diventare irreversibili con una stabilizzazione al ribasso che può portare al collasso. Non si risolve il problema aumentando il numero delle forze dell'ordine ma cambiando il modello del loro impiego e rendendolo complementare. La sicurezza si ottiene con politiche di integrazione e di sviluppo urbanistico”.

“Occorre una battaglia culturale – ha concluso Minniti – per sfatare il mito immigrazione = criminalità. Ma per prima cosa bisogna ammettere invece che è la clandestinità che porta alla criminalità. Gli immigrati regolari hanno un tasso di criminalità minore rispetto ai cittadini italiani. In tal senso va rivista la legge Bossi-Fini perché non ha funzionato. Passiamo da una politica fatta da porte aperte e pochi diritti ad una fatta da porte controllate e più diritti. Un vero percorso virtuoso”.

Per Andrea Orlando “la vera protagonista della ricerca fatta dal Pd è la paura. Una paura che non si distribuisce in modo uguale e che modifica la libertà degli individui. La sinistra per molto tempo non ha riconosciuto questo fattore, mentre la destra lo ha sempre agitato. Ma se è inquietante che il rumore sentito fuori casa viene percepito come un pericolo e preoccupazione, per fortuna non è passata l'idea della giustizia fai da te”.

“Senza scontri di civiltà è necessario un programma di manutenzione del sistema giudiziario. Partendo dalla giustizia civile e arrivando alla riorganizzazione delle circoscrizioni giudiziarie. L'inquietudine si combatte abbattendo i tempi dei processi. Blair proponeva una lotta alla criminalità e a tutte le sue cause. Oggi è necessaria una lotta alla paura e a tutte le sue cause”.

Per Gianfranco Fini “il problema della sicurezza è tutt'altro che secondario. Le istituzioni ne devono tener conto e la politica deve fare il suo ruolo senza nessun spot anche perché la fiducia nella politica è inversamente proporzionale all'allarme sociale”.

“Non esiste un'unica soluzione per la sicurezza ma una serie di politiche correlate strategicamente tra loro. La risposta è parziale se si tiene conto solo delle emotività collettiva (azione di rassicurazione dell'opinione pubblica). Scontiamo ancora alcuni antichi handicap che acuiscono la percezione di insicurezza: un sistema penitenziario inadeguato che non riconsegna la persona alla normalità una volta uscito dal carcere; troppe garanzie per chi commette il reato e meno per chi lo subisce; la presenza di soggetti più deboli come le donne e gli anziani; lo stereotipo immigrazione/criminalità con la relativa diffidenza nei confronti dello straniero sebbene non si possa dire che l'Italia sia un Paese xenofobo”.

“La sfida all'insicurezza – ha concluso Fini – non si risolve con scorciatoie ma con pratiche integrate capaci di combattere il disagio sociale. Ma, lasciatemi mettere un po' di peperoncino: la cultura della legalità non si ottiene con la bacchetta magica: è una lotta di valori perché solo rispettando i valori della nostra costituzione si è veramente liberi”.

AUTORE: A.Dra Dal Sito del PD Nazionale.

PD argine di democrazia
Bersani scrive a l'Unità in occasione della mobilitazione porta a porta: "Basta lezioni e scetticismi, siamo l'unico partito presente in tutto il territorio che sceglie i dirigenti con le primarie".

Oggi, in tutta Italia, i militanti e i simpatizzanti del PD sono in piazza per parlare con i propri concittadini. Migliaia di democratici sono impegnati a spiegare le proposte programmatiche che il PD sta mettendo a punto per dare un futuro all'Italia, a ricordare i fallimenti e le bugie del governo, a invitare tutti alla manifestazione nazionale che il PD terrà 1'11 dicembre a Roma, in piazza San Giovanni.

Questa mobilitazione, che abbiamo chiamato porta a porta perché è destinata a portare la politica tra le persone, non è solo uno sforzo organizzativo. Al contrario, è un'iniziativa che ha un obiettivo politico fondamentale ai fini della democrazia, oltre a testimoniare la rivendicazione del ruolo che il PD ha avuto nella spinta per voltare pagina.

Non dobbiamo dimenticare che il PD ha capito per primo che cosa stava accadendo nel paese, ha visto per primo la possibilità di lavorare per far maturare una crisi del centrodestra, ha indicato da molto tempo una strategia capace di provocare il cambiamento ed è riuscito a imporre i temi da mettere al centro dell'agenda politica per il bene dell'Italia. Senza tacere le difficoltà e, se si vuole, anche le debolezze che pure ci sono state, il PD può rivendicare che ciò che sta accadendo è per non poca parte frutto della propria iniziativa.

...E' utile un governo di transizione per affrontare subito alcuni temi urgenti: una nuova legge elettorale che ridia il potere di scelta in mano ai cittadini, una riforma del fisco e alcune misure urgenti per l'occupazione.

Il fatto che la maggioranza di centrodestra sia entrata effettivamente in crisi e che, tranne la Lega e il Pdl, tutti affermino oggi che la legge elettorale attuale costituisce un problema per la democrazia, non significa tuttavia che la partita sia finita. L'astro di Berlusconi è in declino, ma il presidente del Consiglio ha ancora potere. Lo userà per i propri interessi: i problemi marciscono, ma a lui importa solo di restare a galla. E in caso di sconfitta il suo motto sarà: "Muoia Sansone con tutti i filistei". Berlusconi, nato come fenomeno politico dal discredito-della politica, oggi rischia di concludere il suo ciclo portando al discredito la politica.

...E solo il PD può svolgere questa missione. Il PD è l'unica forza politica presente in tutto il paese. E' l'unico partito i cui militanti sono capaci di organizzare oltre duemila feste politiche. E' l'unico partito che, pur con tutti i limiti, elegge i propri dirigenti, a cominciare dal segretario nazionale, con il metodo delle primarie. E' il PD la testimonianza che la democrazia è difficile, perché presuppone la libertà di parola, di critica, di organizzazione, perfino di contesa nei gruppi dirigenti, ma è anche la strada più efficiente e più giusta per affrontare i problemi che abbiamo di fronte, con l'occhio al bene della collettività.

Noi soli possiamo farlo. Con la nostra passione, siamo l'unico partito che fa della democrazia la sua bandiera anche interna.

Pier Luigi Bersani (articolo tratto dal PD Nazionale)

L'università bloccata. Pochi giovani, troppi precari: le proposte del PD

L'UNIVERSITÀ BLOCCATA. POCHI GIOVANI, TROPPI PRECARI: ABBIAMO LA CLASSE DOCENTE PIÙ ANZIANA DEL MONDO, CI SONO PIÙ PRECARI CHE DOCENTI.

  • Pochi docenti di ruolo, troppi precari. Abbiamo un docente di ruolo ogni 21,4 studenti. La media internazionale è di 1 ogni 15,8.

  • I professori e i ricercatori di ruolo sono 60.000, i precari molti di più.

  • Blocco generazionale.

  • L'età media dei docenti italiani è di oltre 10 anni più alta della media internazionale.

  • Abbiamo il 25% di docenti oltre i 60 anni, in Europa vanno dal 4 all'8%.

  • Abbiamo il 2% di docenti sotto i 34 anni, in Germania sono il 16%.


Il Governo Berlusconi fa il contrario di quello che dovrebbe.

Col blocco del turn-over si possono assumere 5 professori ogni 10 che vanno in pensione. Ma col taglio delle risorse i nuovi professori sono molti meno. Il numero dei professori di ruolo è destinato a dimezzarsi e quello dei precari ad aumentare ancora.

Il DDL Gelmini condanna i ricercatori a un destino senza prospettive, impedisce l'ingresso dei nuovi docenti, riduce il numero dei docenti di ruolo ed aumenta il precariato. Così i più bravi non resteranno nell'università, con un'enorme perdita di capitale umano.

IN CATTEDRA A 30 ANNI. NO AL PRECARIATO: LE NOSTRE PROPOSTE

No al precariato e patti chiari per l'accesso alla carriera.

   * Contratto unico formativo di ricerca per i rapporti a tempo determinato, con diritti e compensi certi.

   * Accesso rapido alla carriera: tenure track "vero" con la programmazione delle risorse fin dal primo contratto triennale.

   * Ruolo unico del professore, con progressioni e compensi basati sul merito. No al nepotismo.

Spazi per i nuovi docenti di ruolo.

   * Sblocco del turn-over e impiego delle risorse per nuovi professori e nuovi ricercatori con contratto tenure track.

   * In 6 anni 15.000 ricercatori, strutturati e precari, nel ruolo di professore con selezioni fondate sul merito.

Ricambio generazionale.

   * Età media dei docenti in linea con gli standard internazionali.

   * Età di pensionamento a 65 anni, come nel resto d'Europa, e in tutte le posizioni liberate spazio per nuovi docenti.

   L'Università italiana ha bisogno di più docenti di ruolo. Selezionare docenti di qualità è fondamentale per la ricerca e per la trasmissione del sapere: per questo è necessario che i percorsi di accesso siano fondati su regole chiare e che la carriera sia fon data sul merito.

ARTICOLO PRESO DAL PD NAZIONALE!

Su Wikileaks Berlusconi per gli americani: incapace e dedito a feste selvagge
Bersani dopo la pubblicazione dei file commenta: "Il premier con il suo comportamento e le sue decisioni politiche nuoce alla reputazione dell’Italia nel mondo, con grave danno per il paese".
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Ma alla fine cosa ha pubblicato WikiLeaks? Come da un vaso di Pandora i dispacci diplomatici resi pubblici toccano tantissimi paesi. Per l’Italia fa subito notizia la sfiducia in Silvio Berlusconi, definito quasi il portavoce della Russia in Europa e segnalato per le sue "feste selvagge". Il premier stando ai suoi collaboratori si sarebbe fatto "una risata" a leggere i report scritti sul suo conto.

Purtroppo “c’è poco da ridere. Berlusconi nuoce alla reputazione dell’Italia – dichiara il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani – Con i documenti resi noti da Wikileaks quel che emerge conferma in modo inequivocabile che il presidente del Consiglio con il suo comportamento e con le sue decisioni politiche nuoce alla reputazione dell’Italia nel mondo, con grave danno per il paese. Semmai ce ne fosse stato bisogno, è la conferma che occorre una svolta, che bisogna voltare pagina”.

"Incapace, vanitoso e inefficace come leader europeo moderno": questo il giudizio dell'incaricata d'affari americana a Roma Elizabeth Dibble sul presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Non solo: il presidente del Consiglio italiano è un leader "fisicamente e politicamente debole" le cui "frequenti lunghe nottate e l'inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza". Secondo i documenti svelati da Wikileaks, il premier italiano è visto con scarsa fiducia, se non con aperto sospetto, per i suoi rapporti con Vladimir Putin, di cui viene definito il "portavoce in Europa". I rapporti americani parlano di rapporti sempre più stretti tra i due leader, conditi da "regali sontuosi" e da "contratti energetici lucrativi". I diplomatici segnalano anche la presenza di "misteriosi intermediari".
Nei documenti appare anche il ministro degli Esteri Franco Frattini, che avrebbe espresso "frustrazione per il doppio gioco di espansione verso l'Europa e l'Iran da parte della Turchia".

''Proprio ora che servirebbe un'Italia forte ed autorevole in Europa e nel mondo e' di solare e drammatica evidenza l'inadeguatezza di Berlusconi. Un altro motivo, non l'ultimo - conclude - per chiedere che si dimetta e lasci che in Parlamento si apra una fase nuova".

Autore: Ma.Lau. Dal sito del PD Nazionale.

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