Dal Circolo Piero Gobetti di Busto Garolfo 3 - Partito Democratico di Busto Garolfo

19/05/2019 Sono le ore:
Circolo Piero Gobetti
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La Regione dice No al maxiallevamento di galline
Dopo ampio impegno...
Approvata all'unanimità dal consiglio regionale la mozione bipartisan contro i tre capannoni per allevamento di 328mila pennuti.

Il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità una mozione sottoscritta da Francesco Prina (Pd), Chiara Cremonesi (Sel), Sante Zuffada (Pdl) e Fabrizio Cecchetti (Ln) con la quale l'intera Assemblea lombarda esprime "la propria contrarietà" alla realizzazione tra i comuni di Busto Garolfo e Canegrate di tre capannoni per l'allevamento di circa 328.000 galline ovaiole e pollastri. L'impianto dovrebbe sorgere su un'area di circa 10.000 mq all'interno dell’ecosistema che comprende il Parco del Roccolo.

C'è un momento per andarsene. Per Berlusconi questo momento è arrivato!
Programmare l'Italia di domani per uscire fuori dalla crisi economica, politica e sociale. Ne hanno discusso dalla Festa Nazionale di Pesaro Maurizio Migliavacca, coordinatore della Segreteria del PD e Francesco Rutelli presidente dell'Api.

Articolo del 09/09/11. Vedi sito del PD nazionale.

Di fronte ad un'altra giornata terribile per i mercati e soprattutto per la Borsa di Milano, Francesco Rutelli ha dichiarato che “la situazione italiana si sta deteriorando in maniera drammatica. Poche ore fa il membro tedesco della Bce si è dimesso e sembra lo abbia fatto in dissenso dell'acquisto della banca europea dei titoli italiani. La situazione sta davvero precipitando in tutta Europa con la Grecia di nuovo verso il default e l'Italia non al sicuro”.

“Questa crisi – ha continuato il presidente dell'Api - potrebbe travolgere il governo Berlusconi. La manovra è inadeguata perché basata su due terzi di tasse ed è destinata ad arrivare all'80% quando i comuni saranno costretti ad aumentare le tariffe. In questa manovra non ci sono riduzioni della spesa pubblica, non ci sono misure credibili per le liberalizzazioni o la lotta all'evasione fiscale. Stiamo entrando nella fase finale del governo Berlusconi e ci saranno aspetti convulsivi. Il paradosso per Berlusconi è che oggi ha adottato lo stesso motto dei giudici di Milano di qualche tempo fa: resistere, resistere, resistere. Chi prenderà le redini del Paese erediterà un'Italia discreditata. Le forze che hanno a cuore il bene del Paese devono unirsi. Ciò che c'è di sano deve emergere unito per il bene dell'Italia.

Anche per Maurizio Migliavacca “quello che è successo sui mercati dimostra che l'emergenza non è finita in tutta l'area euro e che, in questa emergenza, l'Italia si trova in prima fila. Noi siamo il paese di Spinelli, di De Gasperi e di Prodi: grandi personalità che hanno contribuito alla costruzione europea e dato onore e dignità all'Italia nell'Unione. Oggi da italiani dobbiamo sentire tutta l'amarezza nel vedere il nostro Paese non all'altezza dell'Europa e fattore della sua crisi. Se stiamo così è perché da quando c'è Berlusconi al governo si è sistematicamente negato il problema che l'Italia non cresce più. Il Pil è sotto del 6,7% rispetto a quello del 2007. Nel Paese si sono acuite le diseguaglianze: sempre rispetto al 2007, le famiglie italiane si sono impoverite nel reddito disponibile del 3,7%.

Questa manovra non ci porta fuori dalla crisi, né stabilizzerà la situazione italiana perché non fa nulla per la crescita, per il lavoro e per gli investimenti. È una manovra dove pagano sempre i soliti per non disturbare il 10% che detiene il 50% della ricchezza nazionale. A mio parere servono due direttrici su cui intervenire: servono risparmi strutturali sulla spesa pubblica e prelevare da coloro che hanno il 50% della ricchezza, dai privilegi, dalle corporazioni, dall'evasione fiscale per alimentare il lavoro, l'impresa e il sapere. Ma prima di tutto è necessario che il governo faccia un passo indietro: si facciano da parte per dare credibilità all'Italia nell'Europa e nel mondo. Come PD siamo disponibili ad un governo di responsabilità nazionale che miri la sua politica su tre punti: giustizia sociale, lavoro e nuova legge elettorale”.

LETTURA CONSIGLIATA!

Proposta alternativa di parere del PD Presentato alla Commissione Giustizia della Camera, 8 settembre 2011


http://beta.partitodemocratico.it/doc/216211/proposta-alternativa-di-parere-del-pd.htm

La democrazia non si confonda con i tagli!
“Federalismo, semplificazione del sistema, riforma della PA, costi della politica”. Dal palco della Festa Nazionale di Pesaro ne hanno discusso Claudio Martini, responsabile politiche locali del PD, Sergio Chiamparino, ex sindaco di Torino, Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, Antonio Misiani, tesoriere PD e Vittoriano Solazzi, presidente del Consiglio regionale Marche.

Articolo pubblicato sul sito del PD nazionale e qui riportato.

Dopo la manovra a che punto siamo con il Federalismo?. Per Misiani “dopo la legge delega e la gran parte dei decreti legislativi che sono stati discussi dalla commissione bicamerale, la riforma federale era ad un livello molto avanzato. Ma tutto rimane sulla carta e mai come oggi, dopo l'ennesima manovra economica, siamo lontani dal federalismo. Gli enti locali impoveriti delle risorse a loro disposizione saranno costretti ad aumentare le tasse. Insomma tutto l'opposto di quanto predicato dalla Lega”.

Enti locali e Province. “Si aboliscano pure le Province e si distribuiscano competenze a gruppi di comuni”. Così Sergio Chiamparino circa la necessità o la convenienza di eliminare le Province. “Ma questa è una decisione che non si fa con una manovra economica d'emergenza. È un discorso vecchio che da due anni era già conosciuto e quando da presidente dell'Anci ho proposto l'abolizione, sono stato aggredito da molti. Ma il problema non è fare cassa anche perché chi stabilisce quale Provincia sia più importante di un'altra? Questi sono provvedimenti molto importanti che vanno fatti al di fuori da una logica di emergenza economica”.

Molto più scettico è stato Claudio Martino che non si è detto contrario all'abolizione delle Province o alle aziende partecipate per gli enti locali ma verso le azioni generiche. “C'è differenza tra società e societè. Invece di tagliare a livello locale io inizierei dal Parlamento. Tutta la filiera è da mettere in discussione e occorre stabilire priorità e quindi ridare giuste competenze. Non bisogna usare superficialità per raccogliere l'applauso”.

REFERENDUM 12-13 GIUGNO

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UN RINGRAZIAMENTO DI BERSANI PER COLORO CHE HANNO PARTECIPATO ALLE FESTE DEMOCRATICHE!

Un grazie ai volontari di questa e delle altre 3.000 Feste del Partito Democratico. Siamo al nostro record. Le feste crescono e il Partito cresce. Con il volto dei nostri volontari noi presentiamo all’Italia il meglio di quello che siamo, così come tutti i volontari d’Italia, nel sociale, nel civile, nell’ambiente e nella cultura, sono il meglio del nostro Paese. E’ l’Italia che ci piace di più, l’Italia popolare, solidale e onesta, l’Italia che fa il proprio dovere e che si mette a servizio, l’Italia che si rimbocca le maniche e che dà una mano. Questa Italia la si può trovare negli stand delle nostre Feste, dove ognuno può incontrare donne e uomini, nuovi italiani, anziani e tanti giovani. Giovani di quelli che conoscono internet, facebook e twitter e che ci dicono di una modernità possibile e vera, di una rete che non ti imprigiona ma che fa crescere la tua libertà di pensiero e la tua voglia di stare con gli altri.

(vedi articolo sul sito del PD nazionale)

REFERENDUM articolo di Stefano Rodotà!

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