Partito Democratico di Busto Garolfo

Sono le ore:

Vai ai contenuti

Chi Siamo

NOMINATION DAY
Domenica 30 marzo 2008 si è svolto il "nomination day" per la titolazione del circolo.
I votanti sono stati 102. La proposta più votata è stata quella di PIERO GOBETTI con 46 voti.
Il Circolo sentitamente ringrazia coloro che hanno voluto partecipare al voto.

IL DIRETTIVO - 17/02/2010
SEGRETARIO: MARCO CARNEVALI
TESORIERE:
GIUSEPPE BOIOLI
DIRETTIVO:
Andrea Ceriotti, Francesca Sartorelli, Serena Ceriotti, Fedora D'Annucci, Maria Novella Paganini, Graziano Zanzottera, Laura Zanato, Luigi Pede, Angelo Chiappa, Giovanni Alli, Carlo Colombo, Ilaria Cova, Donatella Verachi.

Il 17/01/2010 si è tenuta la votazione per la nomina del nuovo segretario e del direttivo
Hanno votato più della metà degli iscritti del PD di Busto Garolfo, che hanno compreso l’importanza di votare per essere rappresentati da un Partito che unisce l’esperienza all’innovazione.
E’ stato eletto segretario il Dott. Marco Carnevali, già esperto portavoce, partecipe attivo e interessato per la continuità ed il rinnovamento del Partito.
E’ stato riconfermato Giuseppe Boioli come tesoriere.
E’ stato nominato un nuovo direttivo: nuovi volti, anche giovani, che lavoreranno a fianco del Segretario come una squadra, portando non solo nuove energie ma anche nuove idee per una Busto Garolfo di rinnovata vitalità e con un maggiore e più importante peso a livello provinciale e regionale.
Quella di eleggere Marco Carnevali è stata una scelta condivisa: è una persona che da molto tempo si è accostata con attenzione alla realtà politica e amministrativa locale. Prima della votazione ha tenuto un discorso a cui è seguito un dibattito di confronto e di discussione alla presenza di numerosi iscritti del Partito, oltre a coloro che si erano candidati per il Direttivo ed ai candidati uscenti.
Nel suo discorso sono emersi i temi di grande attualità da affrontare in modo prioritario. E’ necessario realizzare al meglio l’interesse dei cittadini puntando alla realizzazione di servizi funzionali alle esigenze degli individui; attuare una politica di integrazione focalizzando l’attenzione sulle zone di marginalità per una politica sociale e di sicurezza efficiente

Nel gruppo del Direttivo sono state elette persone già note, ma anche dei giovani che vogliono partecipare per portare idee fresche e voglia di fare.
Sono presenti donne e uomini in egual misura e sono state votate persone che hanno dato la loro disponibilità e che sentivano la necessità di dedicarsi effettivamente alla vita politica entrando nel vivo della società e facendosi carico di portare avanti impegni e volontà diverse.
Il nuovo Direttivo del PD intende proporre vari incontri di tipo culturale, toccando i temi più diversi anche al fine di creare un filo diretto con la cittadinanza. Vi saranno diversi progetti ed iniziative con lo scopo di coinvolgere più gente possibile per le riscoperta di valori che oggi si sono un po’ attenuati e per analizzare insieme i problemi della comunità.
Sarà dato risalto alle problematiche del lavoro ed all’importanza di raggiungere i giovani lontani dalla politica. Si partirà da cose concrete e non solo da promesse.
Si punta ad una politica di opposizione equilibrata e giusta, senza eccessi o inutili critiche, ad esporre le proprie idee e programmi quando sarà necessario e ragionevole.


Piero Gobetti

Nato a Torino il 19 giugno del 1901. Dopo le scuole elementari frequenta il liceo-ginnasio "Gioberti". Studente universitario di acuta intelligenza, pubblica a diciassette anni la sua prima rivista, "Energie Nove", nel novembre del 1918, ricca di riferimenti a Prezzolini, Gentile, Croce e con la quale diffuse le idee liberali di Einaudi. Definisce subito il fascismo "movimento plebeo e liberticida", l'antifascismo "nobilità dello spirito", l'Italia un Paese senza un vero Risorgimento, una Riforma protestante, una Rivoluzione liberale. Interpreta la rivoluzione di Lenin e Trotzky come rivoluzione liberale, perché è azione, movimento e tutto quello che si muove va verso il liberalismo. Esponente della sinistra liberale progressista, collegata con l'intellettuale meridionalista Gaetano Salvemini. Estimatore di Antonio Gramsci e del giornale socialista e poi comunista Ordine Nuovo, Gobetti si avvicina al proletariato torinese, divenendo attivo antifascista. Nel maggio del 1919 viene bollato da Togliatti sulle pagine di "Ordine Nuovo" come "parassita della cultura". Ma nell'autunno del 1920 il sostegno di Gobetti all'occupazione delle fabbriche e i suoi frequenti incontri con gli operai e comunisti torinesi migliorano molto i rapporti, tanto che Gramsci gli affida la rubrica di teatro della rivista. La classe operaia, in particolare quella torinese dei consigli di fabbrica, che frequenta insieme ai socialisti di Ordine nuovo, diventa per lui la leva che innoverà il mondo: non verso il socialismo, ma verso "elementi di concorrenza". Togliatti non lo ama, Gramsci lo apprezza, i liberali Salvemini e Croce sono incuriositi dall'intelligenza del ragazzo. A vent'anni, il 12 febbraio del 1922, fa uscire il primo numero della rivista " La Rivoluzione Liberale " che via via diventa centro di impegno antifascista di segno liberale, collegato ad altri nuclei liberali di Milano, Firenze, Roma, Napoli, Palermo. Vi collaborano intellettuali di diversa estrazione, tra cui Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e Sturzo. Più volte arrestato nel '23-24 dalla polizia fascista, la sua rivista è ripetutamente sequestrata. Lo stesso Mussolini si interessa di lui e telegrafa al prefetto di Torino: "Prego informarsi e vigilare per rendere nuovamente difficile vita questo insulso oppositore". Nel '24 fonda la rivista letteraria "Il Baretti", alla quale collaborano Benedetto Croce, Eugenio Montale, Natalino Sapegno, Umberto Saba ed Emilio Cecchi. Il 5 settembre del '24, mentre sta uscendo di casa, è aggredito sulle scale da quattro squadristi che lo colpiscono al torace e al volto e procurandogli gravi ferite invalidanti. Costretto a espatriare in Francia, mai più riavutosi dalle ferite, muore esule a Parigi nella notte tra il 15 e il 16 febbraio 1926. Non aveva nemmeno venticinque anni, che avrebbe compiuto il 19 giugno di quell'anno. È sepolto nel cimitero di Père Lachaise. Saggista e autore di numerosi scritti culturali e politici pubblicati in Italia e all'estero, simbolo del liberalismo progressista sensibile al riscatto delle classi lavoratrici, la sua opera fu raccolta e pubblicata postuma: Opere critiche (1926); Paradosso dello spirito russo (1926); Risorgimento senza eroi (1926).

Piero Gobetti

Home Page | Chi Siamo | !!Il Giornalino Mensile!! | Volantini | Articoli dei Cittadini | Link Utili | Notizie | Notizie Dal PD Nazionale | Programma CentroSinistra 2009-2014 e BGPA 2014-2019 | Contatti | Mappa del sito

html clocks website clocks

Torna ai contenuti | Torna al menu